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Storia della massoneria lombarda
L’Italia e la Lombardia
Anche in Italia (dove si era rifugiato il pretendente al regno di Gran Bretagna, sotto la protezione del Papa) si presume esistessero già da metà del ‘700 Logge costituite, ma di ciò purtroppo non vi è documentazione. Viaggiatori, artisti, diplomatici inglesi trasportano in Italia la nuova Massoneria londinese. Tanti sono gli Antichi Stati Italiani ed altrettanto diverse furono le influenze che ne furono conseguenza. I commerci marittimi portavano navi nei porti (Livorno, Genova, /Venezia, Napoli, Palermo, Messina,ecc): fu proprio in tali aree che si ha notizia del sorgere delle prime Logge, spesso con origine omessa alla provenienza dei promotori.

Due esempi per tutte: 
  • a Firenze un gruppo di inglesi ivi residenti, fonda tra il 1731 ed il 1732 una Loggia, allora molto famosa, che aprirà  poi anche agli italiani.
  • a Roma nel 1734 fu fondata la “The Jacobite Lodge” composta prevalentemente da personalità scozzesi legate alla causa degli Stuart.
La Massoneria Lombarda del 1700
Storici tedeschi affermano che, dopo il viaggio-visita del 1729 del Duca di Norfolk, G:.M:. della Gran Loggia di Londra, sorsero in Italia varie Logge composte prevalentemente da stranieri qui residenti: ed in tale occasione Milano cominciò a distinguersi. Altri storici fanno risalire una Loggia a Milano nel 1737. Il Rovani, in “Cento Anni", afferma che risultava fondata una Loggia Milanese nel 1747 in Contrada San Vittorello, alla destra di Porta Romana provenendo da Contrada Velasca e che dei suoi lavori se ne ha traccia attiva ancora nel 1766. 
Nel luglio del 1756 fu intentato un processo contro gli appartenenti ad una Loggia di Milano, per lo più Nobili integrati da una ventina di Ufficiali, anche di alto grado e di varia provenienza austriaca ungherese, svizzera. Era evidentemente un ambiente internazionale che, pur in presenza di una costante opposizione, che si evidenziava con arresti e processi spesso a finalità emblematiche, comunque non permetteva eccessi di antagonismo stante, molto spesso, l’alta rilevanza di tante personalità coinvolte.
Illuminismo Lombardo e Massoneria
E’ a Cesare Beccaria che venne attribuita l’opera "Dei delitti e delle pene" ma questa è certamente la sintesi più sofisticata del comune pensiero di un gruppo di Amici dell"Accademia dei Pugni”,costituita nel 1761 e che continuo a riunirsi ed a lavorare almeno sino al ‘64. Questi ‘Amici’ che si ritrovavano a Milano, erano legati da vincoli personali, ambientali e culturali con noti Massoni dell’epoca e molti ebbero certamente anche dirette esperienze massoniche private. Un allora noto polemista cattolico affermò chiaramente che l’Accademia era di puntuale espressione massonica e che il Beccaria fosse stato semplicemente, anche se mirabilmente, il redattore di pensieri di una società di Liberi Muratori.
La loggia Milanese "La Concordia"
Certamente una delle più note allora e più importante Loggia che, alle dipendenze di Vienna,
rappresentò al meglio la Massoneria lombarda fu "La Concordia" che nel 1787 annoverava ed era illustrata da importanti rappresentanti della politica (Ministri e Ciambellani austriaci) e della nobiltà, tra i quali:
  • Barthelemi marquis Calderara: Gentiluomo e Capitano della Milizia Urbana, Venerabile Maestro
  • Joseph marquis Trotti: Gentiluomo e Capitano di S.M.l.
  • Alphonse marquis Visconti: Ciambellano di S.M.I.;
  • Joseph compte Wilczeck: Ciambellano, Ministro e Consigliere personale di S.M.I.
  • Gaspard compte de Kunigl: Ciambellano di S.M.l. e Consigliere;
  • Aurelius Bertola de Giorni: emerito Professore all’Ateneo di Pavia;
  • Françoise compte Dal Verme: Gentiluomo
  • Jean Pierre Franchi: Emerito Professore di Medicina all’ateneo di Pavia
  • Charles compte di Castelbarco: Ciambellano di S.M.l., Barone dell’Impero, Grande di Spagna; ecc.
La loggia di Cremona "San Paolo Celeste"
Fondata nel 1776 dal Colonnello Paul Bethlen, Ciambellano imperiale, e destinata, fin dalla sua fondazione, agli Ufficiali della guarnigione austriaca, fu successivamente integrata da numerosi appartenenti al patriziato ed alla borghesia locale che ne presero finanche la direzione. ll Maestrato fu preso dal noto illuminista lombardo conte Gianbattista Biffi, amico di Cesare Beccaria e dei Fratelli Verri ed influente membro dell’Accademia dei Pugni. Aderenti furono il conte Rezzonico, l’editore Mannini, il poeta Giovanni Pindemonte, il marchese Giuseppe Soresina Vidoni, il barone Francesco Terzi. Con la sua adesione, nel 1780, al sistema massonico Lionnaise, assunse il nome di "L’Aurore de la Lombardie".

La rivoluzione francese determinò grandi cambiamenti in tutta Europa ed anche le logge massoniche ne risentirono : in maggioranza cessarono e con Napoleone Bonaparte forse per merito di Combacerei vi fu una ripresa ma i riti e i membri cambiarono l’antica nobiltà diminuì ed in molti casi scomparvero dalle logge. Fu una massoneria nuova che si era trasformata acquisendo prestigio e risonanza
Sia il nome storico che lo stemma sono esattamente quelli adottati dal 1° Grande Oriente d’Italia fondato a Milano il 20 Giugno 1805. Lo stemma ovvero il bollo originario è in un raro documento ‘Statuti generali della franca massoneria in Italia. Stamperia G.O. 5806 di cui si riporta parte dell’ultima pagina con la firma autentica del guarda sigilli ‘Pietro ferrante Piantanida, dir gen. Arch.mistero della giustizia.

da Istruzioni per i primi tre gradi della Massoneria IT 1808 1°convegno nazionale studio rituali Dicembre 1986 a cura del F:. Fernando Tosonotti
La Massoneria Lombarda all'unità d'Italia
Le nuove costituzioni Nel 1861 nasce, a Milano, la L:. 'lnsubria' Nel 1863 inizia i lavori, a Brescia, l'Officina 'Arnaldo' In Lombardia, alla fine del 1864, sono all'obbedienza del G:.O:.l:. già 9 Logge.

Massoneria Italiana al rito simbolico
Le 7 Logge milanesi di Rito Simbolico sono da subito indipendenti dal G:.O:.l:. : tra i primi e principali Fratelli lombardi aderenti al Simbolico conviene ricordare P.M.Loria e Pietro Dolfin-Guerra. Le Logge del Simbolico erano all'obbedienza di un Gran Consiglio Simbolico costituito dall'Assemblea di Milano del luglio 1864 (e che poi rientrerà nel G:.O:.l:.). Va ricordata la figura di Pirro Aporti (1834-1911) avvocato, giornalista, deputato e senatore. Fu il primo Presidente della Gran Loggia del Rito Simbolico Italiano e Dignitario del Grande Oriente d'ltalia. E' interessante ricordare la R:.L:. 'Lincoln' di Rito Scozzese Antico ed Accettato all'O:. di Lodi. Una sua Circolare n.3 in nostro possesso annunzia la fondazione della Loggia avvenuta nell'VIII giorno del VI mese dell'anno 000865 di V:.L:. ossia l'8 agosto 1865: otto Fratelli, dietro l'opera del F:.Erminio Pescatori (18° grado e M:.V:. della Loggia 'Arnaldo da Brescia') fondarono questa Loggia e ne elessero Presidente il F:. Enrico Bignami, come da firma autografa. Altro documento importante è la Circolare n.138 con l'elenco nominativo dei Dignitari ed Ufficiali nominati nell'elezione annuale del 27 del X° mese 000866, ovvero del 27 dicembre 1866, che nominava inoltre M:.V:. per il secondo anno lo stesso Fr:. Enrico Bignami. Di assoluto interesse è un documento del 1867 che riporta anche il timbro di Loggia con il 'claim': "Negro che spezza le catene". Tra i Dignitari ed Ufficiali di Loggia il Fr:. Tesoriere Luigi Stefanoni che fu fondatore del periodico "Il libero pensiero", giornale dei Razionalisti. Altro documento di rilievo, infine, è la lettera autografa di Giuseppe Mazzini (1805-1872) alla L:. 'Lincoln' con la quale accetta la nomina a Presidente Onorario di Loggia, il 3 giugno 1868. Secondo il Gamberini (nella sua "Mille volti di Massoni") così va intesa l'appartenenza di Mazzini: Apostolo dell'unita d'ltalia. Iniziato nel 1864 a Genova, sua città natale. Ricevette da F.Passano il 32° del R.S.A.A. necessario per corrispondere in Carboneria al livello di 'Vendita Suprema' con decreto del SC di Palermo, il 18 giugno 1866 ricevette l'aumento di luce al 33° e la qualifica di membro Onorario. Fu membro onorario delle Logge "Lincoln' e 'Stella d'ltalia", la prima di Lodi e la seconda di Genova. Scrivendo a Logge, Corpi Rituali e Fratelli usò sempre i segni massonici. Alla sua morte il G:.O:.l:. lo definì esplicitamente massone. Nessuno dubitò mai della sua appartenenza all'lstituzione. Si potrebbe, volendo, porre dei distinguo sulla sua frequentazione e regolarità partecipativa alla vita istituzionale: peraltro va considerato che la sua missione era politica ed operativa costringendolo a tutto un particolare cammino non ufficiale nel quale la presenza massonica non era facilmente configurabile se non connotata nella partecipazione di singoli Fratelli (per quanto numerosi ed inneggianti). Sono comunque molti i personaggi della L:. 'Lincoln' che meriterebbero assoluto rilievo. Tra questi mi piace almeno ricordare: -Erminio Pescatori co-fondatore di numerose Logge italiane, nato a Parma nel 1836, repubblicano mazziniano, seguace ed amico di Garibaldi, combattè (1867) a Mentana (con altri Fratelli). Fu amico di Giosuè Carducci, Quirico Filopanti e Felice Cavallotti. Fondò a Bologna il primo Fascio Operaio di cui fu socio anche Garibaldi. Morì a Milano il 18.01.1905; -Enrico Bignami Fondatore della Loggia e M:.V:., nato a Lodi il 3.12.1844, aderì al mazzinianesimo, fu con Garibaldi nella campagna del 1866 a Mentana. Fondò il giomale "La Plebe". Riparò in Svizzera nel 1898 per sfuggire alle persecuzioni antisocialiste: là diresse la rivista “Il Cenobium". Morì a Lugano il 13.10.1921; -Luigi Stefanoni nato a Milano nel 1842, scrittore, fece parte dei Cacciatori della Alpi, fu seguace di Mazzini, fondò la Società dei Liberi Pensatori.

Rientro del rito simbolico Italiano
L'Assemblea Generale, convocata a Milano nel locale massonico di Corso Magenta, 29, il 1° aprile 1868, all'unanimità dei Deputati presenti, adottò la proposta di adesione alla Comunione Massonica Nazionale. Prospero Moisé Loria - futuro fondatore e benefattore della Soc. Umanitaria - sottoscrisse l'atto di adesione del Gran Consiglio Simbolico di Milano nel Grande Oriente d'Italia. Proprio questo, oltre ad altro, avvalora la mia tesi dell'allora già decennale appartenenza massonica del Loria, probabilmente da far risalire addirittura durante la sua permanenza in Egitto.

IL GRANDE ORIENTE D'ITALIA La più antica documentazione espressione del G:.O:.I:. si riscontra in una Circolare del 1862 che riferisce di come i Rituali debbano rimettersi ai soli F:. Maestri, mentre per i FF:. di 1° e 2° siano sufficienti i Catechismi. Seguendo l'evoluzione storico-politica del regno d'Italia, il G:.O:.I:. si trasferisce in un primo momento da Torino a Firenze (capitale di transito del Regno verso Roma) e da qui alla città eterna nel 1871. A Milano nel 1876 si costituisce la 'Società di Cremazione' con iniziativa di molti FF:. tra i quali si ricordano Malachia DeCristoforis, Gaetano Pini, Giuseppe Polli, Giovanni Zacchi, Giuseppe Pozzi; negli anni successivi seguirono le Società di Cremazione di Cremona, Brescia (1883), Varese (1884), Bergamo e Monza (1886), Mantova (1888). Fu negli stessi anni che videro la luce tante altre iniziative ed opere benefiche stimolate da FF:. che spesso non apparivano o che si facevano semplicemente interpreti di volontà benefattrici, anche profane. (es. l'Istituto dei Rachitici, la Società del Pane Quotidiano, L'Umanitaria, la Croce Verde,ecc.) ll 22 maggio 1877, viene costituita la Loggia Regionale Lombarda per il R.S.I. (poi detta 'lnsubria') su precisa richiesta congiunta delle Logge 'La Ragione', 'Libero Pensiero' e 'La Cisalpina'
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